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Allenamento per trekking, cosa si deve fare e cosa no

C’è chi corre per diversi chilometri tutti i giorni, e chi, invece, di schiodarsi dal divano non ne vuole proprio sentire. Eppure, quando arriva la bella stagione, non c’è niente di più bello e salutare di una bella camminata magari tra i boschi, o comunque in mezzo alla natura, alla scoperta di una realtà più lenta, più tranquilla, dove si ha il tempo e la possibilità di osservare, di lasciarsi affascinare e rapire da ciò che ci circonda. Se quest’idea vi alletta, allora iniziate a pensarci per tempo perché non ci si può improvvisare dei camminatori se non lo si è. L’allenamento per trekking, in questo caso, è d’obbligo.

Allenamento per trekking, che cosa serve

Quando parliamo di allenamento per trekking intendiamo che si deve essere, quanto meno, allenati a camminare. Se si hanno delle abitudini prettamente sedentarie non è una buona idea preparare le scarpe e lo zaino e partire. Bisogna sapersi muovere al di fuori di casa, meglio allenarsi su un terreno che non sia tutto uniforme o pianeggiante.

Ci si dovrebbe allenare in campagna, su strade sterrate o non su strade, ovviamente su percorsi alla portata di chi non ha mai fatto escursioni. Si comincia con poco per volta, magari una mezz’ora, per poi andare ad aumentare man mano. Certo, magari non sarà possibile allenarsi tutti i giorni, ma almeno il week end dovremmo impegnarlo se si ha voglia di andare a fare una vera escursione.

allenamento-per-trekking Naturalmente questo da solo non basta, occorre anche allenare tutto il fisico. Una corsa ogni due o tre giorni aiuta a migliorare la resistenza e la respirazione. Bisogna poi fare degli esercizi di allungamento muscolare, si deve considerare che la muscolatura, soprattutto quando si cammina con un discreto dislivello, viene sollecitata parecchio, per cui si finirebbe per stancarsi molto presto, e trascorrere i successivi due o tre giorni con forti dolori ai muscoli.

Non eccedere con gli allenamenti, e nemmeno con l’escursione

Ovviamente non si deve eccedere con gli allenamenti. Tutto va fatto per gradi. Occorre cominciare con sessioni di allenamento brevi, in base al proprio allenamento. Per intenderci, se fino a ieri il massimo del movimento che avete fatto era pigiare il tasto on-off del telecomando, non potrete di sicuro fare ore di allenamento.

Allo stesso modo è assolutamente sconsigliato scegliere un escursione al di fuori delle vostre capacità. Prima di partire dovrete sempre accertarvi della durata dell’escursione, ovvero, per quanto tempo dovrete camminare, la difficoltà del percorso, quindi il dislivello, e quali strumenti sono richiesti.

In base a tutti questi elementi dovrete valutare, senza strafare, se sia il caso o meno di partecipare. Se non sarà per questa volta, sarà per la prossima, meglio rinunciare piuttosto che finire per rallentare il gruppo o battere in ritirata facendo una figura misera. Ogni percorso, infatti, ha un suo grado di difficoltà e non si può sceglierne uno che non è consono al proprio allenamento. In primo luogo perché è molto probabile che non si riesca a portarlo a termine, in secondo perché, ammesso che si riesca a finirlo, le possibilità di stare molto male dopo sono elevate.